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"Credenti credibili nel mondo del lavoro" alla luce della "Caritas in veritate" PDF Stampa E-mail

mlac1.jpgE’ il titolo del convegno, svoltosi sabato  23 gennaio presso l’ Auditorium San Paolo, che il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica della diocesi di Reggio Calabria – Bova ha offerto alla riflessione comune nella nostra città. Seguendo il percorso e gli intenti degli anni precedenti, riflettere e sensibilizzare la comunità civile, e cristiana in particolare, sul mondo del lavoro, l’attenzione è stata rivolta alla testimonianza di valori che possano “umanizzare” il lavoro, renderlo strumento di libertà e di crescita morale. L’eccellente relazione sull’argomento è stata tenuta da Mons. Gianni Manzone, docente alla Pontificia Università Lateranense, uno dei massimi esperti di Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica.
E’ stato Mons. Vittorio Mondello, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova, ad introdurre e porgere i saluti delineando il compito del cristiano, che deve essere tale di fatto e non solo di nome e che deve testimoniare nel lavoro i valori in cui crede. Di seguito il Presidente diocesano di Azione Cattolica, Ettore Triolo, ha sottolineato come il convegno si inserisce nel cammino annuale del settore Adulti ed ha presentato il messaggio che il settore Giovani, nell’incontro diocesano del 22 gennaio, ha redatto per esprimere l’impegno che intende assumere verso il bene comune di cui necessita la nostra città e la diocesi. L’intervento di Pasquale Andidero, Segretario diocesano  del Movimento Lavoratori, ha ricordato l’excursus dei due convegni precedenti sulle tematiche della cultura del lavoro, ponendo l’attenzione sulla situazione lavorativa nella nostra città ( lavoro nero, sottopagato…),  ed ha menzionato i recenti fatti di Rosarno. Don Giuseppe Dieni, Assistente diocesano del MLAC, ha ricordato come la Chiesa, ed in questo periodo storico il Magistero di Benedetto XVI,  ci aiuta ad essere coerenti riguardo il bene comune. Ha poi presentato la figura del relatore.      
Quattro i punti espressi che sintetizzano la relazione: evangelizzazione del lavoro, cultura della festa, educazione professionale integrale, valorizzazione del lavoro manuale.
I credenti sono chiamati a testimoniare il Vangelo nei diversi momenti quotidiani di vita: nella famiglia, nel tempo libero, sul posto di lavoro. La centralità del lavoro aiuta a riscoprire il senso della responsabilità, della libertà; esso  deve essere considerato un atto umano prima che un costo, deve essere affiancato dal senso di giustizia nella produzione, nel mercato, nei salari. E poi, sottolinea Mons. Manzone, è importante la coscienza del lavoro come dono, come festa. Ciò porta a valorizzare anche il riposo, soprattutto la Domenica; a celebrare i momenti di sosta come sentimento di riconoscenza e gratitudine verso Dio, il quale per primo ha dato l’esempio lavorando per la creazione e concedendosi, il settimo giorno, il giusto riposo. Parimenti, ha proseguito il  relatore, vi è bisogno di una professionalità ed una formazione integrale del lavoro, secondo la tradizione umanistica cristiana, che non punti esclusivamente sull’efficientismo  ma riscopra gli aspetti umani ed etici della produzione. Il lavoro può essere inteso come luogo di salvezza, di liberazione e la fede, in questa prospettiva, ci aiuta molto.   E un altro aspetto che la Chiesa ha sempre considerato e che invita a riscoprire, anche alla luce della Dottrina Sociale, è il lavoro manuale. Esso può essere una prospettiva di riscatto per le fasce più deboli, una occasione per valorizzare la creatività personale ed un aiuto a fare scaturire una giusta e sana autostima.  La  Chiesa e la comunità cristiana, ha infine ribadito Mons. Manzone, hanno quindi  dovere di testimoniare il Vangelo nel mondo del lavoro e infondere speranza negli animi dei più deboli, dei più colpiti dalla crisi e fare spazi alla speranza. Una economia sostenibile, più umana e vicina ai bisogni primari delle persone è possibile se, oltre ai giusti ricavi, si riscopre il senso spirituale del lavoro.
mlac3.jpgUn esempio di impegno concreto di economia solidale è stato offerto dal prof. Vincenzo Crupi, docente all’Università per Stranieri “Dante Alighieri “ di Reggio Calabria, che ha presentato il progetto di Economia di Comunione, voluto da Chiara Lubich nel 1981, che si pone l’intento di riportare la dimensione di fraternità dentro l’economia, diffondendo la cultura del dare.
 Gradito ospite del convegno è stato Mons. Angelo Casile, reggino e Direttore dell’Ufficio della Cei per la pastorale dei problemi sociali e il lavoro, che ha presentato lo stato dell’arte su un altro importante avvenimento che vedrà sotto i riflettori Reggio Calabria, cioè la Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si terrà dal 14 al 17 ottobre 2010.