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Domenica, 23 Febbraio 2014 16:59

Un racconto della XV Assemblea Elettiva

Scritto da  Amos Martino

L’Azione Cattolica diocesana ha celebrato nel weekend 15-16 febbraio, presso i locali del Seminario Arcivescovile Pio XI, la XV Assemblea Elettiva Diocesana. Si tratta di uno tra i momenti più importanti che, di triennio in triennio, l’associazione offre ai suoi soci, in quanto è l’occasione in cui vengono rinnovate le responsabilità e viene redatto il documento assembleare; quel documento che, trovando applicazione nelle programmazioni diocesane, ha come obiettivo tracciare le linee guida della missione educativa dell’AC nei tre anni successivi.

Proprio perché l’Azione Cattolica vive nella sua dimensione diocesana la sua più vera e profonda identità, il pastore della nostra diocesi, Sua Eccellenza Rev.ma Padre Fiorini Morosini ha voluto essere presente accompagnandoci nella preghiera che ha dato inizio ai lavori e presiedendo la celebrazione eucaristica di Domenica mattina. Nel corso della preghiera iniziale, il Padre Arcivescovo ha più volte sottolineato l’importanza per i cristiani, e in modo particolare per i cristiani impegnati, di essere testimoni gioiosi della fede. Sua Eccellenza ha ribadito quanto il far parte della Chiesa, l’avere incontrato Gesù, debba necessariamente essere fonte di gioia, di felicità; una gioia che, se è davvero tale, deve manifestarsi nei gesti e nelle parole, nel nostro essere nel mondo. Ma l’interrogativo che più spesso ritorna – nelle associazioni ecclesiali come in ciascuno di noi – è se questa dimensione caratterizzi in modo sincero il nostro operato.

Dopo Padre Giuseppe e il saluto di don Gianni Polimeni, assistente adulti, la presidente uscente Ornella Occhiuto ha invitato Ettore Triolo, già presidente diocesano di AC, a presiedere l’Assemblea; dopo il saluto e i ringraziamenti ai consiglieri e alla presidenza, Ettore Triolo ha presentato all’assemblea Carlotta Benedetti, rappresentante del Centro Nazionale di AC in quanto Responsabile nazionale della Promozione Associativa. Carlotta, nel corso del suo saluto, ha ricordato come l’esperienza dell’AC sia un’occasione privilegiata per coltivare la propria vocazione alla santità; in questo senso, il momento assembleare richiama proprio la quota di responsabilità che ciascun socio ha nel collaborare affinché la vita dell’associazione si muova verso questa direzione.

Anche l’AC regionale ha manifestato la sua vicinanza attraverso il saluto di Nicola De Santis, vicepresidente della diocesi di Cosenza – Bisignano, e consigliere regionale. Nel corso del suo intervento, Nicola ha desiderato evidenziare come l’AC sia prima di tutto scuola di relazioni buone, sante, attraverso le quali il Signore ci educa, ci benedice e, talvolta, ci mette anche alla prova. È, infatti, la qualità delle relazioni che dà il senso delle nostre attività: l’incontro tra di noi, con i pastori, che riflette il pensare secondo lo stile della Chiesa.

Il momento più intenso di questo primo giorno di lavori assembleari è coinciso con la presentazione del documento assembleare, avvenuta a partire dall’analisi di quanto ha caratterizzato il triennio appena trascorso. La presidente ha inteso porre l’accento sull’importanza di crescere come uomini e donne di fede, prima ancora che come laici di AC: al di là, quindi, di ogni iniziativa, pur importante e bella, che possa essere stata offerta o no. Con ammirevole profondità, Ornella Occhiuto ha voluto soffermarsi sulla necessità di progredire su due fronti principali; il primo riguarda la vita spirituale, intesa sia dal punto di vista personale che associativo; il secondo, invece, è la cura delle relazioni personali all’interno dell’associazione. Troppo spesso, infatti – ha ricordato la presidente – nascono tensioni logoranti, che affaticano e deteriorano la qualità della nostra vita associativa, svilendone la profezia e la credibilità.

            La veglia ha rappresentato il cuore di questa due giorni, fermando la frenesia dei lavori assembleari o, meglio, ricentrando le energie di tutti i partecipanti sulla preghiera allo Spirito. La riflessione che don Sasà Santoro ha offerto nel corso del momento celebrativo ha puntato ad alimentare tra i soci il valore della gratitudine. «Il mondo – ha ricordato don Sasà – ha bisogno di recuperare il senso della gratitudine; ha bisogno di imparare a dire grazie, nella gratuità, alla scuola della grazia». Il nostro assistente ha raccomandato la necessità che l’AC stessa sia scuola di gratuità, nell’esercizio del suo ministero, nella Chiesa e nel mondo. Con questo stile, l’AC può e deve accogliere l’appello di Papa Francesco ad uscire: uscire dalle sedi, correre incontro al mondo per servire Dio nel servizio agli uomini: «Andate! – invita ancora don Sasà – C’è ancora qualcuno che aspetta una parola di Speranza!». Dalle parole del nostro assistente emerge chiaramente il desiderio che preti e laici si misurino su responsabilità sempre più alte e – come spesso ci diciamo – proiettate nell’Oltre: «La Chiesa – ha proseguito don Sasà – ha bisogno di uomini e donne esperte nel non nei tanti se. Solo chi ha il coraggio di dire il suo può sentirsi davvero collaboratore di Dio nell’edificazione del suo regno ed essere felice; chi, invece, si adagia sui tanti se – pensiamo a quante condizioni poniamo prima di accogliere un servizio! – finisce per ripiegarsi su stesso e sulle proprie povertà». Nell’accogliere e nell’offrire il proprio , il cristiano che vive nella Chiesa ha la grande consolazione di non essere un avventuriero solitario: «Non abbiate paura! Andate, servite: non sarete mai soli» è l’esortazione che don Sasà ha infine rivolto a tutti e in modo particolare giovani, bisognosi di parole di speranza cariche di entusiasmo e, soprattutto, di credibilità.

            La celebrazione eucaristica con Padre Giuseppe ha concluso le attività dell’Assemblea che, nel corso della mattinata, aveva licenziato le modifiche al documento oggetto di studio e lavoro. Appena prima della celebrazione c’è stato spazio per il saluto di Antonella Pietradesa, responsabile di zona dell’AGESCI; segno dello stile ecclesiale che, ormai da tempo, caratterizza con fermezza il cammino di queste associazioni.

            Durante l’omelia, l’Arcivescovo ha commentato la Parola insistendo sulla necessità per i cristiani impegnati di rinnovare il proprio modo di essere nel mondo. «Gesù – dice Padre Giuseppe – ci chiede di essere controcorrente; ci chiede di fare delle scelte. Il cristiano impegnato, oggi, non può galleggiare in un’abitudinaria religiosità, ma deve tenere i piedi ben fermi sulla terra, perché ha deciso da che parte stare: dalla parte del Vangelo!». Sua Eccellenza ha fortemente raccomandato ai soci di AC di essere cristiani profetici, con il coraggio di annunciare il Vangelo e di seguire Cristo, nonostante il percorso che ci attende possa non essere agevole. Infine, padre Giuseppe si è rivolto ai giovani – per i quali e con i quali in prima persona è impegnato ad organizzare il Sinodo dei giovani– con questo augurio: «La nostra Chiesa possa crescere con la vostra gioia e la vostra testimonianza; attraverso di voi, gli uomini e le donne di tutto il mondo possano ritornare a mettere Gesù al centro della propria vita».

Il momento conclusivo ha quindi visto la consegna dei mandati ai presidenti parrocchiali e la proclamazione dei nuovi membri del consiglio diocesano. Per il Settore Adulti sono eletti Ornella Occhiuto (S. Maria di Loreto), Lidia Caracciolo (S. Giorgio Martire), Nico Chirico (Maria SS. del Rosario di Villa San Giovanni), Melchiorre Monaca (S. Maria della Candelora), Ketty Germolè (San Paolo al Duomo); per il Settore Giovani: Brigida Marino – prima assoluta fra gli eletti – (SS. Cosma e Damiano in Bocale), Pasquale Cuzzola (San Gaetano Catanoso), Giorgio Sottilotta (S. Maria della Candelora), Anna Viola (S. Caterina V.M.), Maria Fedele (S. Maria e XII Apostoli in Bagnara); per l’ACR: Daniele Mallamo (S. Giorgio Martire), Titti Falcone (S. Maria di Loreto), Nuccio Modafferi (S. Caterina V.M.), Maria Rita Cotronei (S. Caterina V.M.), Maria Teresa Latella (SS. Cosma e Damiano in Bocale). Lidia Caracciolo, Anna Viola e Titti Falcone sono delegate all’Assemblea nazionale.

Non ci resta, allora, che augurare a tutta l’AC di percorrere i sentieri del mondo con un cuore rinnovato e aperto ad accogliere la creatività di Dio Padre, nel desiderio di mettere mani, testa e cuore nell’annuncio della grande gioia del Vangelo.

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