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Sabato, 27 Marzo 2021 21:10

Messaggio di Pasqua dell'Assistente Generale

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Una riflessione spirituale del nostro assistente diocesano unitario sul cammino quaresimale vissuto in tempo di pandemia. Un’opportunità o un ostacolo? Don Pasqualino ci accompagna verso la Pasqua invitandoci a gustare il frutto più bello della nostra adesione a Cristo: la Missione! Buona lettura!



 

    Il cammino quaresimale volge quasi alla fine e i giorni santi del memoriale pasquale stanno per giungere. Credo sia opportuno per ognuno di noi cercare di fare una sufficiente verifica su quello che abbiamo pensato, desiderato, attuato o meno in questo tempo forte di preparazione.

   

     Concretamente quest'anno la quaresima si è abbinata ancora alla pandemia; non so se sia stata un'opportunità o un grande ostacolo!

   Il Signore ci offre di vivere il nostro tempo, anche quando le prove possono essere incombenti o in atto, con uno spirito di forza e di speranza.

   Chi, allora, è riuscito a coniugare lo spirito penitenziale della quaresima con quello della prova in atto, ha sicuramente potuto sperimentare un antidoto efficace, una sorta di cocktail fatto di - preghiera, ascolto della Parola di Dio, vita sacramentale, sacrificio-penitenza e carità fraterna - , capace di offrire valide risoluzioni contro il virus delle nostre fragilità e dei nostri vizi, oltre che diffondere consolazione e speranza di fronte a quello della pandemia.

 

   La santa Pasqua arriva sempre come dono del Signore; è sempre attuale e determina in maniera coinvolgente la nostra fede.

 

   La morte e risurrezione di Gesù sono i misteri che, più degli altri che riguardano nostro Signore,  riescono a raggiungerci per rinnovarci ancora più profondamente.

 

   In virtù delle nostre adesioni, al Battesimo, alla Cresima, alla Chiesa, all’Azione Cattolica, sentiamo di avere una missione da compiere. Ecco allora il frutto di Pasqua: la Missione!

 

   Essa è essenzialmente un annunzio: Cristo risorto è vivo e presente in mezzo a noi e guida il suo popolo, come Buon Pastore, verso la parusia. E’ più concretamente una testimonianza: Cristo è presente nella mia vita, nella mia famiglia, nella mia casa, nella mia comunità, nel mio gruppo di AC e mi parla, mi illumina, mi fortifica, mi perdona e mi ascolta!

 

   Essa, ancora, è manifestazione del servizio di amore di Cristo: ecco il servizio, per tutti noi, è il punto più alto della missione. Essere “Buon Samaritano”, “Cireneo”, “Veronica”, cultore delle opere di misericordia corporali e spirituali, vuol dire amare Gesù totalmente e manifestarlo ai fratelli che soffrono e che nella loro fragilità non sono presi spesso in considerazione.

   Servizio è mettere a disposizione noi stessi con tutte le nostre forze, e lo dico in particolare per i laici, sotto la guida di Cristo e della Chiesa per contribuire a cambiare le sorti del mondo e collaborare così alla redenzione dell’umanità.

 

     Nell’anno dedicato a S. Giuseppe cogliamo l’invito ad imitare questo grande santo soprattutto nella virtù della “custodia”, tenendo scrupolosamente all’attenzione del nostro cuore tutti coloro che ci sono stati affidati.

 

    A Maria, Immacolata Madre di Gesù e Madre della Chiesa, ci affidiamo con filiale affetto e devozione, sicuri della sua forte, tenace e meravigliosamente tenera protezione.

    I Santi e Beati dell’ AC preghino per noi.

   

      Santa Pasqua a tutti. Dio vi benedica.

 

                                                                                    d. Pasqualino

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