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Venerdì, 01 Febbraio 2013 21:50

Festa della memoria e dell'amicizia

Scritto da  Lina Lazzarino

Don Lillo Spinelli, Mimmo Scordo, Franca Sesti, Don Italo, Marino De Luca, Franco Paviglianiti, Don Farias, Lucio Raffa, Franca Priolo …. erano tantissimi i nomi delle persone che Don Lauro con voce commossa ricordava dall’altare.

Iniziava così la ormai tradizionale celebrazione liturgica presieduta da Mons. Nunnari, presenti don Iachino, don Lauro, don Francesco Siclari, che, su iniziativa della Parrocchia del Sacro Cuore, ogni anno, il 29 dicembre ci riunisce nel  ricordo di tanti amici di A.C. che sono ritornati  alla casa del Padre lasciando nel cuore di tutti un segno profondo ed ancora  vivo della loro presenza tra di noi.

Tutto inizia nel 1984 quando improvvisamente muore Mimmo Scordo lasciando sgomenti quanti, soprattutto i giovani di allora, insieme a lui vivevano nell’Azione Cattolica una forte esperienza di fede e di impegno ecclesiale. Mimmo costituiva nel gruppo il legante “laico” che tesseva esperienze di amicizia e di servizio sotto la direzione spirituale di don Lillo Spinelli assistente diocesano dei giovani  e che poi, negli anni, volle accomunare nella celebrazione il ricordo dell’anniversario della sua ordinazione sacerdotale che, per una misteriosa coincidenza, cadeva proprio il 29 dicembre.  

Anno dopo anno, dal 1985, ad ogni anniversario della dipartita di Mimmo, l’elenco degli amici da ricordare si allungava e così  la celebrazione eucaristica oltre che liturgia di suffragio divenne un incontro di tanti amici, una celebrazione anzi una “festa”dell’amicizia e della memoria, come Mons. Nunnari volle sottolineare durante le sua omelia.

Facendo parlare il suo cuore ed i suoi ricordi il Vescovo ci ha fatto assaporare e rivivere il valore di amicizie profonde vissute a vari livelli, tra preti e laici, attraverso tante entusiasmanti esperienze di condivisione, di fraternità, di donazione. Tante amicizie che anche oltre la morte ancora ci parlano di entusiasmo, di clima di famiglia, di generosità e di sacrificio e  diventano, appunto, memoria che si fa preghiera e ricordo per i giovani di allora e per quelli di oggi, perché non vada disperso il patrimonio di umanità e di fede che ciascuno di loro ha vissuto e ci ha lasciato. Ha ricordato anche come la nostra Chiesa a cui tutti noi dobbiamo una testimonianza d’amore, accanto alle tante ferite porta con sé la ricchezza di santità di tanti laici e tanti preti tra cui il grande don Lillo, prete di poche parole ma di molto cuore, che gli ha insegnato ad amare l’Azione Cattolica che lui ha servito fino alla fine con grande dedizione e competenza.

Pur essendo nata dagli amici di allora, l’iniziativa ha sempre avuto un respiro diocesano, ecclesiale, come più si addice allo stile dell’Azione Cattolica e può diventare oggi una esigenza pedagogica, e quindi ripetibile in ogni parrocchia, gruppo o associazione, per mantenere un forte legame di comunione e fare memoria di quanti con la loro testimonianza hanno lasciato segni di impegno e di santità.

La presenza della Presidente diocesana dell’A.C. e del Delegato regionale, ha testimoniato  la continuità e la comunione tra l’ieri e l’oggi, tra il passato ed il presente di una associazione che in ogni tempo ha saputo esprimere autentiche vocazioni laicali e rendere più bella la Chiesa.

Quest’anno la celebrazione ha assunto un tono particolare perchè collegata alla forte esperienza ecclesiale di S. Venere che tanti dei ragazzi scomparsi, guidati da don Lillo, hanno fatto all’inizio degli anni settanta.

Erano gli anni del coraggio, dello spirito di sacrificio, dell’entusiasmo, del volersi spendere per cose importanti ed in tanti, affrontando con coraggio molte difficoltà si avventuravano per strade impervie, col mitico pulmino, per raggiungere la comunità di S. Venere che aspettava di incontrare con i tanti bambini, la domenica e d’estate con i campi di lavoro, la generosità e la solidarietà di tante persone.

Don Lillo è stato l’anima di questa esperienza ed ancora oggi, oltre alla gratitudine della comunità, parla di lui e di tanti giovani generosi la Chiesa parrocchiale additandoli come gli ideatori e gli artefici di questo meraviglioso progetto, la casa di Dio, di cui la comunità aveva tanto bisogno.

Da qualche tempo si stanno riannodando i legami di amicizia e di solidarietà con la comunità di S.Venere per non dimenticare il senso dell’esperienza vissuta negli anni settanta. Per questo si è voluto concludere la serata con una sobria cena conviviale, tra amici vecchi e nuovi, il cui ricavato, grazie alla generosità di tanti, è stato devoluto alla parrocchia di S. Venere e, come ha detto il parroco don Francesco Siclari, sarà utilizzato per l’asilo.