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Lab Formazione

Lab Formazione (18)

Lunedì, 12 Novembre 2018 15:21

Anche l'Amore si impara

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Sussidio per i percorsi parrocchiali di formazione educatori ed animatori

 

Questo sussidio nasce dal desiderio di fornire a ciascuna associazione parrocchiale uno strumento per orientarsi all’interno del vasto panorama di conoscenze che ciascun educatore e animatore deve necessariamente acquisire per poter svolgere con piena consapevolezza il proprio servizio educativo all’interno della comunità parrocchiale.

 


Scarica il sussidio allegato in calce a questo articolo o  dall'area download.

 

Lunedì, 17 Settembre 2018 11:58

2 giorni di formazione 2018

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Settembre: tempo di ripartenze, progetti e nuovi cammini formativi… e puntuale, come ogni anno, torna il consueto appuntamento della due giorni formativa di inizio anno associativo!!

  • Lunedì 24 settembre ci incontreremo alle 18:30 presso la Sala Calipari del Consiglio Regionale - appuntamento unitario 
  • Martedì 25 settembre l'appuntamento è per il Settore Giovani e l'ACR, alle 18:30, presso il salone parrocchiale SS. Salvatore
Lunedì, 27 Febbraio 2017 17:22

L'AC è scuola di discernimento

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Nuovo appuntamento del laboratorio diocesano della formazione
indirizzato a tutti i formatori dell'AC diocesana.


"L'AC è scuola di discernimento per le vocazioni di speciale consacrazione

Come la pastorale vocazionale si coniuga con la pastorale associativa"


Lunedì 27 febbraio ore 18:30 - Auditorium Don Orione

L'incontro unitario approfondirà il tema del contributo associativo al discernimento per le vocazioni di speciale consacrazione.
Interverranno Ernesto Diaco e don Salvatore Santoro.
Vi aspettiamo!

Lunedì, 18 Aprile 2016 17:20

Chiamati per nome, mandati per amore!

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La scuola per nuovi educatori di Azione Cattolica

Sabato e domenica si è tenuta, presso la casa di spiritualità dei Padri Monfortani, la Scuola per Nuovi Educatori, un appuntamento ormai consolidato per i giovani e gli adulti che si apprestano ad affrontare il servizio educativo nella nostra associazione. L’evento, pensato dal Laboratorio diocesano della Formazione, ha previsto due giornate in cui ci si è confrontati sulle caratteristiche tipiche di un buon educatore: la cura della propria spiritualità, l’attenzione pedagogica delle persone a noi affidate e l’identità associativa; i partecipanti sono come tornati sui banchi di scuola per condividere il senso di una chiamata, quella al servizio educativo, che trasforma la vita!

Durante i lavori della prima giornata si è voluto dare particolare risalto alla vita spirituale dell’educatore, poiché è esclusivamente attraverso di essa che si può comunicare l’incontro con Cristo, un incontro che ci libera dall’individualismo e dall’egocentrismo, derive sempre più comuni della nostra società. Proprio con queste parole don Francesco Marrapodi, assistente diocesano ACR, ha voluto introdurre l’incontro: la nostra vocazione all’evangelizzazione non può che essere il frutto di un Amore che ci chiama per nome rendendoci speciali e che ci chiede di essere all’altezza del cuore delle persone di cui ci prendiamo cura. Per farlo, però, è necessario “rimanere in Gesù”, capire che la propria vita ha senso se si cresce nel discernimento vocazionale, nell’incontro con Lui  attraverso la Parola e i sacramenti e nella conoscenza degli strumenti offerti dalla Chiesa, primo fra tutti il Catechismo; sulle tre dimensioni anzidette - discernimento, Parola e sacramenti - i partecipanti si sono misurati in alcune stanze di approfondimento tematico che hanno consentito a ciascuno di accogliere spunti e provocazioni e condividere lo stato del proprio cammino.

I lavori sono poi ripresi nella mattinata, tiepida e primaverile, di domenica con la riflessione di Francesca Chirico, responsabile dell’area della Promozione associativa, che, ripercorrendo il senso della vocazione al servizio educativo, ha delineato il profilo dell’educatore di AC come “colui che aiuta l’Amore a farsi strada nella vita dei ragazzi e nel contempo aiuta i ragazzi a trovare la strada verso l’Amore”.  I futuri nuovi educatori hanno cominciato a percorrere questa strada attraverso un percorso tematico che ha permesso loro di scoprire quattro dimensioni fondamentali -  interiorità, fraternità, ecclesialità e responsabilità - incarnate da figure particolarmente care alla nostra AC.

L’approfondimento del tema è proseguito durante il pomeriggio grazie al contributo della dott. ssa Antonella Muscatello che ha aiutato i partecipanti a riflettere sulla centralità della persona ovvero sulla capacità di avere a cuore i sogni e i desideri dei ragazzi, intercettare i loro sguardi e con competenza e passione farsi compagni di viaggio. Vita spirituale, formazione, laicità, passione, azione, testimonianza… sono le parole che hanno accompagnato i lavori di queste due giornate e che i futuri educatori hanno offerto al Signore durante la celebrazione domenicale dell’Eucarestia, celebrazione con cui l’esperienza della scuola si è conclusa.

Durante la Santa Messa presieduta da don Salvatore Santoro, assistente generale dell’Ac diocesana, si sono affidati a Gesù sentimenti forti e diversi: il timore di non essere all’altezza, la paura di lasciarsi trasformare dalla chiamata di Dio che chiede di fare grandi cose, la ricchezza dell’esperienza condivisa, la gratitudine e la gioia di incontri – primo fra tutti quello con il Signore- che trasforma la  vita e la rende più bella.

L’entusiasmo e l’allegria che hanno caratterizzato la scuola per nuovi educatori di Ac possano animare sempre la nostra passione educativa, affinchè con coraggio e mai soli possiamo testimoniare la bellezza di una chiamata per nome che ti manda a servirLo … per amore!

 

Mariarita Cotronei

Ermina Foti

Sabato, 30 Gennaio 2016 22:19

AC e famiglia

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L’Azione Cattolica promuove un’ importante riflessione sulla famiglia attraverso le voci di Pina e Franco Miano.

 

Oggi, più che in altri momenti, la famiglia attraversa uno snodo storico particolarmente significativo (non solo sul fronte legislativo ma anche su quello più propriamente sociale) e si pone al centro di un dibattito civile ed ecclesiale vivo, ricco di sfaccettature, per nulla scontato né etichettabile.

L’Azione Cattolica diocesana, desiderando rispondere al suo specifico compito di educazione e accompagnamento alla vita cristiana, ha messo in agenda l’incontro formativo dello scorso 8 febbraio proponendo ad educatori e responsabili un serio approfondimento sul tema della famiglia, in continuità con il lavoro di studio e confronto avviato dalla nostra arcidiocesi in occasione del Sinodo dei Giovani e coltivato durante tutto l’anno pastorale.

L'Ac ha deciso di raccontare quanto la famiglia stia a cuore alla Chiesa attraverso due ospiti speciali, amici di lunga data della nostra associazione diocesana: Pina De Simone e Franco Miano, l'unica tra le 18 coppie di sposi presenti ai lavori del Sinodo a parteciparvi in qualità di 'esperti'. Lei insegna Filosofia della Religione alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, lui, è stato a lungo presidente Nazionale dell'Azione Cattolica, e ora è docente di Filosofia Morale all'Università Tor Vergata di Roma. Pina e Franco sono sposati da 26 anni, hanno due figli e sono da tempo al servizio della Chiesa con autentico stile di famiglia.

“ Ci siamo avvicinati a quest’esperienza ecclesiale con grande emozione– ha esordito Pina -  e il tempo tra i due Sinodi (quello straordinario dell’ottobre 2014 e quello ordinario tenutosi ad un anno di distanza dal primo) è stato ricco di Grazia, di incontri, persone, esperienze, storie… ricco di una riflessione che ha visto il coinvolgimento ampio di tutto il popolo di Dio”. Dalle sue parole emerge l’immagine di un Sinodo che ha trovato la sua forza nel metodo, nello stile di lavoro prima ancora che nei contenuti: si è camminato insieme valorizzando le domande di senso che albergano nel cuore di ciascuno, si è promossa la speranza e puntato sul vero bene, si è reso lode per questo tempo (cosi pieno di fatiche evidenti e di lacerazioni ma nel quale il Signore fa sentire la sua vicinanza) e, su invito del Santo Padre, si è parlato con franchezza e ascoltato con umiltà.

Ma vi è di più: il Sinodo ha proposto di adottare uno sguardo che vada oltre l’evidente problematicità e il facile catastrofismo  cogliendo il crescente desiderio di famiglia presente nel nostro tempo; le difficoltà non possono e non devono avere l’ultima parola davanti alla capacità di raccontare, con linguaggio nuovo, la bellezza dello stare insieme. Di fronte alle tante fragilità ma anche alla forza di questo desiderio, la nostra Chiesa ha avvertito la responsabilità di annunciare il Vangelo della famiglia intesa quale manifestazione più vera dell’Amore. “La famiglia è la più bella sfida di Dio – afferma Pina con voce decisa e appassionata -  una sfida nella quale si rintracciano semi di vero bene; la famiglia è un sogno di pienezza perché al suo interno ciascuno ritrova se stesso e può crescere ... a partire dall’amore”.

Accompagnare, discernere e integrare: queste le tre parole chiave del Sinodo, a cui i coniugi Miano aggiungono l’ascolto.

“In questo Sinodo – interviene Franco-  abbiamo vissuto un’esperienza forte di ascolto intenso, appassionato, a volte faticoso. Ma la fede stessa nasce dall’ascolto, l’annuncio nasce dall’ascolto perché si tratta di riconoscere sempre e ovunque il primato dell’amore di Dio”. Ascoltare diviene cosi lo stile da adottare ... uno stile che è forma e contenuto dell’ azione giacché corrisponde alla capacità di accoglienza e accompagnamento, di sostegno e vigilanza reciproca. L’aspettativa fondamentale che è nel cuore delle persone, è quella di una Chiesa che sappia continuare ad annunciare (ed annunciare con più forza in questo tempo) la bellezza dell’essere famiglia oggi. E’ un’aspettativa di bene, di amore. La famiglia è questo, vuole essere questo.

Nella sfida per l’evangelizzazione la Chiesa e le famiglie diventano allora alleate privilegiate, unite da un rapporto di stretta reciprocità che impone loro di parlare alla famiglia (e non della famiglia) scardinando gli schemi e cercando di incontrare lo sguardo di coloro che si fa fatica ad intravedere, la cui sofferenza sfugge ancora. Anche per questa ragione la pastorale deve essere ripensata a misura di famiglia: è necessario superare la logica di una progetto pensato "per parti" e promuoverne uno comune che superi i particolarismi e gli individualismi. Non bastano i corsi di preparazione al matrimonio. Accogliere e sostenere le famiglie vuol dire fare delle famiglie il criterio per ripensare la pastorale, i tempi, i luoghi, le domande. Vuol dire, per la Chiesa, riscoprirsi famiglia di famiglie intensificando l’opera di educazione all’affettività; in ciò, la popolarità e la forte tendenza all’unitarietà che contraddistinguono la nostra Azione Cattolica  devono essere espresse e messe al servizio della Chiesa. Ancor di più e con maggior forza.

“La sfida fondamentale– ribadisce Franco-  riguarda il modo di intendere le relazioni e per certi versi la possibilità stessa della relazione”. La famiglia sembra essere investita della difficoltà di vivere rapporti autentici, appare segnata da un senso di precarietà e di frammentarietà oltre che da una certa tendenza alla privatizzazione; per queste ragioni, ha bisogno di riscoprirsi come “realtà di relazione dentro una rete di relazioni”. La sfida è certo impegnativa e la riflessione non chiama in causa soltanto i vescovi o gli operatori di un determinato settore della pastorale ma è estesa a tutto il popolo di Dio; un ruolo formativo fondamentale è assegnato ai laici, in particolare ai laici impegnati all’interno di gruppi, movimenti e  associazioni che, come l’Ac, si ispirano alla famiglia e la portano nel cuore. 

L’Azione Cattolica diocesana riparte dunque da qui, da queste parole cariche di speranza che accompaneranno il cammino intrapreso e guideranno i passi del percorso che innanzi si schiude.

 

Marcella Falcone

Responsabile Comunicazione Ac

 

Mercoledì, 13 Gennaio 2016 20:20

La formazione associativa riparte da Firenze!

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In attesa del secondo appuntamento, il racconto del primo incontro.

Il primo appuntamento di formazione per gli educatori, i responsabili e gli animatori di AC conteneva in sé una sfida speciale: comprendere come fare nostri i contenuti del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, da poco conclusosi a Firenze, dal titolo “In Gesù Cristo il Nuovo Umanesimo”.

Dopo l’introduzione della presidente Ornella, siamo partiti da un breve momento di preghiera guidato da don Sasà Santoro, il quale ha sottolineato come l’Ecce Homo pronunciato da Pilato debba essere per noi invito costante ad andare incontro a ogni uomo che porta su di sé i segni della passione e che, come tale, è icona di verità. Abbiamo poi ascoltato Brigida, Vicepresidente del Settore GV diocesano, raccontare l’esperienza vissuta a Firenze e commentare un video in cui, una dopo l’altra, erano presentate le “5 vie”, cuore della Traccia del Convegno: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare, ciascuna indicata come “voce del Verbo”.

Il relatore della serata, don Marco Ghiazza, assistente nazionale ACR e anch’egli reduce dal Convegno, ci ha quindi spiegato come questa esperienza ecclesiale così forte possa e debba pervadere i nostri cammini formativi. Lo ha fatto snocciolando un #hashtag dopo l’altro:

#segno, una Chiesa che oggi si chiede come rimanere fedele al Concilio Vaticano II e lo fa ai tavoli dei gruppi di lavoro del Convegno di Firenze;

#nuovoumanesimo, in cui la novità sta nel far assomigliare i nostri sentimenti a quelli di Gesù vivendo una continua conversione;

#realtà, condizione di partenza del nostro agire da vivere però nell’ottica della trasfigurazione, per non rinunciare all’idea di una realtà sognata che ancora non è;

#misericordia, capacità di mettere il proprio cuore accanto alla miseria, imparando ad amare in perdita; #laicità, vocazione, grande come il mondo, nel saper gettare ponti; #ministerialità, caratteristica che l’AC vive pienamente nel suo laicato; infine,

#santità, cioè concreto impegno a prendere sul serio il proprio battesimo. E a proposito di quest’ultimo #hashtag, don Marco ci rivela che il piacere di essere tra noi è stato in realtà duplice perché ha avuto finalmente modo di conoscere la città in cui mons. Ferro, di cui è in corso il processo di beatificazione, ha vissuto il suo ministero episcopale, essendo però nativo di Costigliole d’Asti, paese di origine anche dei genitori del nostro relatore.

Ecco allora che i percorsi si intrecciano, le distanze si accorciano, la meta della santità appare possibile, il bagaglio di ciascuno si è arricchito attraverso la condivisione e l’impegno di dare un seguito ai lavori del Convegno di Firenze poggia adesso anche sull’entusiasmo dei nostri passi di laici di AC, ora più che mai desiderosi di incontrare l’Uomo in ogni uomo.

 

Il prossimo appuntamento di formazione è fissato per lunedi 15 febbraio.

A presto!

 

Germana Nava

Responsabile gruppo Gv –

 Parrocchia “S. Caterina V. M.”

Martedì, 27 Gennaio 2015 23:00

Ci siamo!

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Si è da poco concluso il percorso di formazione per i membri del centro diocesano e per i presidenti parrocchiali. Accogliendo l’indicazione del Consiglio diocesano, la prima parte di quest’anno è stata riservata ad un percorso di formazione intenso e specifico, per “iniziare bene” il triennio e per fornire alcuni “strumenti” utili per il progetto missionario che l’associazione porterà avanti in tutte le parrocchie a partire dal prossimo febbraio e per tutto il triennio.

Con l’aiuto di alcuni soci che amano tanto la nostra AC, e che hanno anche alcune competenze specifiche, siamo partiti da una attenzione pedagogica sulla comunicazione per poi soffermarci su alcuni documenti fondamentali del Magistero della Chiesa e della nostra associazione. Gli ultimi incontri sono stati dedicati ad attività laboratoriali, nel corso delle quali abbiamo potuto confrontarci su alcuni temi fondamentali della formazione in AC e abbiamo potuto pensare e sognare insieme questa formazione.

La condivisione tra membri del centro diocesano e presidenti parrocchiali ha dato un valore aggiunto al percorso: oltre al clima di familiarità che si è creato e rafforzato, è stato bello arricchire il confronto con esperienze, progetti, intuizioni che certamente porteremo tutti nel nostro servizio parrocchiale e diocesano. 

Ricaricati da questo periodo di “sosta”, guardiamo con ancora più entusiasmo al nuovo triennio e in particolare al percorso missionario che si aprirà da qui a pochissimo e che coinvolgerà progressivamente tutte le vicarie e le parrocchie della nostra diocesi!

Ci siamo!

Pasquale Costantino

Responsabile Laboratorio Bachelet

Martedì, 11 Marzo 2014 08:43

Schede Laboratorio della Formazione

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Alleghiamo il materiale per il prossimo laboratorio della formazione.

È possibile compilare online le schede ai seguenti indirizzi:

Settore Adulti

Settore GV

ACR

 

Venerdì, 28 Febbraio 2014 16:55

Scuola Nuovi Educatori 2014

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Pubblichiamo la locandina con gli appuntamenti per la Scuola Nuovi Educatori 2014.

Gli incontri saranno 11, 18 e 25 marzo. L'incontro di Martedì 18 sarà presso la Parrocchia di San Giorgio Martire.

Martedì, 01 Ottobre 2013 14:38

Una Fede che dà Forma alla Vita

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Domenica 6 ottobre alle ore 16.00, presso i locali dell'Auditorium di Sant'Antonio, si terrà l'incontro di formazione dal titolo Una Fede che dà Forma alla Vita. Interverrà la prof.ssa Teresa Borrelli, Responsabile Nazionale ACR.

Giovedì, 26 Settembre 2013 15:03

Si ricomincia: la due giorni di Formazione

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Cari amici, vi proponiamo alcuni scatti dalla Formazione educatori di Lunedì 23 settembre. Allegati, trovate anche i materiali forniti da ACR e Settore GV.

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